Highslide JS
55x40 cm

Highslide JS
40x60 cm

Highslide JS
45x30 cm

Highslide JS
60x98 cm

Highslide JS
33x70 cm
Highslide JS
55x95 cm
Highslide JS
55x46 cm

Highslide JS
60x27 cm

 

Highslide JS
25x30 cm
oil on copper
Highslide JS
30x40 cm
oil on copper

Highslide JS
20x30 cm
oil on copper

Highslide JS
40x40 cm
oil on Aluminium

Highslide JS
50x50 cm
oil on aluminium

Highslide JS
70x50 cm
oil on aluminium

Highslide JS
60x50 cm
oil on aluminium

Highslide JS
19x25 cm
oil on copper

Highslide JS
40x20 cm
oil on copper
Highslide JS
14x18 cm
oil on copper
Highslide JS
35x60 cm
oil on canvas
Highslide JS
17x12 cm
oil on copper
Highslide JS
12x19 cm
oil on copper
Highslide JS
22x17 cm
oil on copper
   
    Highslide JS
17x22 cm
oil on copper
Highslide JS
14x18 cm
oil on copper
Highslide JS
13x13 cm
oil on copper
fortina
27.5x39.5 cm Oil on Slate

39.5x27.5 cm Oil on Slate

27.5x39.5 cm Oil on Slate

24x34 cm oil on slate

24x34 cm oil on slate

24x34 cm oil on slate

34x24 cm oil on slate

24x34 cm oil on slate

24x34 cm oil on slate


34x24 cm oil on slate


29.5x19.5 cm oil on slate

OPERA AL NERO

Andrea Fortina

(English version)

Lo schermo nero, spento, è tra le pochissime cose della televisione che mi siano mai piaciute.
E poi i documentari girati nei profondi buissimi abissi marini.
Da sempre mi emoziona il raggio di luce che scopre e rivela creature mai viste, nate nelle notti d’acqua e nell’assenza di luce. Esseri dalle forme inconcepibili, vita fatta astrazione e bizzarria, complicate formule matematiche che si muovono dove il tempo è tessuto di buio.
Il lampo li svela, forse li evoca.
Infastiditi ritornano là dove non li potremo più vedere, in un privatissimo mondo di affanni e di piaceri silenziosi.
Così mi seduce molte volte l’immagine della figura che appare nel fotogramma veloce di  una finestra, più desiderata che vista, sempre bella, sempre nuda, sempre intenta in sensuali attività senza nome.
Oppure il ricordo delle carni svelate da una lampada e che per un incalcolabile attimo abbiamo rubato al buio e al segreto.
Ricordi , fantasie, sogni. Preziosi oggetti senza corpo costituiti da un’ unica materia, abitanti lo stesso labirinto.
Difficile cercarli quando preferiscono dormire nascosti e forse ancora più difficile liberarsene quando decidono  invadere quel territorio che stupidamente rivendichiamo alla nostra lucidità.
Vapori selvatici e preziosi, pericolosi ed imprevedibili.
 La Pittura, forse, potrebbe costruire un richiamo capace di evocarli dalle pieghe dell’invisibile, attirandoli con artefatte apparenze sul palcoscenico della immaginazione.
A questo pensavo anni fa ammirando, o meglio subendo, le magnifiche ardesie dipinte dall’Orbetto.
Scatole magiche di notte rapita alla violenza del tempo, immagini verissime perché, come nella memoria, non obbedienti a regole di compiutezza e coerenza.
La pietra  che i secoli avevano svelato turchino oscurissimo diventava lo specchio nero di un Mago capace di evocare con sortilegi terribili il riflesso di vite ormai nascoste nei territori senza ombra.
Ho poi negli anni assistito, ben nascosto dietro alle cornici, ai sabba ed ai baccanali di Bramer e Schonfeldt  con la paura che una ninfa o peggio una strega si accorgesse di me e mi imprigionasse nella roccia.
Altre volte mi ha dato vertigine la pittura di Rubens alla Vallicella dove l’ardesia non è più notte ma puro e  glorioso infinito.
Ho poi tentato, come tanti nostri progenitori, di lasciare anch’io un segno sulla pietra. Non è stata vanità, credo, ne sono stato solo semplicemente sedotto.